Se negli ultimi anni il campo della medicina estetica ha avuto un incredibile crescita, con il nuovo anno appena arrivato è prevista un ulteriore aumento di coloro che faranno ricorso alla medicina estetica. Con l’arrivo del nuovo anno infatti c’è spesso anche la voglia di cambiare e di migliorarsi. Negli ultimi anni la medicina estetica ha saputo dare un grande aiuto a coloro che hanno scelto di farne uso, grazie a diversi trattamenti moderni non invasivi, i quali garantiscono un buon risultato senza la necessità di un vero e proprio intervento. Secondo i dati mondiali dell’Isapsnel 2018 i trattamenti non invasivi sono cresciuti del 10.4% rispetto all’anno precedente: in particolare quelli con tossina botulinica sono aumentati del 17.4% dal 2017, seguiti dai filler con acido ialuronico al +11.6%.

Le star del prossimo anno saranno i cosiddetti “iniettabili”, ossia quelle sostanze che possono migliorare l’aspetto del viso in modo temporaneo, come i filler, il botulino o gli sciogli-grasso. Sta cambiando anche l’approccio culturale: anni fa nessuno ammetteva di avere fatto dei trattamenti, oggi invece se ne parla tranquillamente. Questo anche perché si è abbassata l’età dei pazienti: per iniziare, non si aspetta di avere il viso pieno di rughe, ma si inizia da giovani per mantenere volumi e freschezza. Una tendenza che proseguirà nel 2020: gli under 40, ma anche gli under 30, sono molto attenti all’aspetto e sanno bene che prevenire è meglio che curare”.

Professor Raffaele Rauso, vice-presidente della FIME (Federazione italiana medici estetici) e docente all’Università Vanvitelli di Napoli

I trattamenti più richiesti alla medicina estetica dalle donne

“Una delle principali richieste delle donne, ma anche degli uomini, è quella di avere labbra più voluminose – spiega il professor Rauso -. Oggi grazie ai nuovi acidi ialuronici, ma soprattutto alla conoscenza delle tecniche di infiltrazione “verticale vs. orizzontale”, è possibile ottenere volume, idratazione o eversione, ovvero è realmente possibile personalizzare il risultato, ottenendo labbra più piene, ma anche con un effetto naturale.” Se un po’ di volume può migliorare l’armonia del viso, troppo rischia di risultare eccessivo: “C’è chi non si accontenta e chiede sempre di aumentare il volume: sono purtroppo ancora frequenti, anche in Italia, i casi di chi usa sostanze non riassorbili, anche sulle labbra. In questi casi tornare indietro è possibile, anche se difficoltoso; dall’ottobre del 2018 nell’Unità Operativa Complessa dell’Azienda Ospedaliera “Vanvitelli” di Napoli dove lavoro, diretta dal professor Tartaro, abbiamo aperto un ambulatorio dedicato alla diagnosi e cura delle reazioni avverse ai filler facciali, unico in Italia, purtroppo ci capita ancora troppo spesso di dover fronteggiare condizioni drammatiche di pazienti a cui sono stati infiltrati filler permanenti alle labbra e/o al volto.

Ecco cosa sono le Evil Lips

Restando sul tema delle labbra, il trend del momento sono le Evil Lips, dette anche Octupus Lips, ovvero un’assurda tendenza che sta spopolando sul web a partire dalla Russia. Il professor Rauso su questa tendenza spiega: “Con i filler si ottengono due incurvature al labbro di sopra e a quello di sotto, per un effetto davvero poco naturale. E’ solo una delle tante stranezze legate al mondo di chirurgia e medicina estetica che compaiono sui social e sulla cronaca, ma bisogna ricordare che riguardano solo un numero davvero esiguo di persone, anche se l’esposizione mediatica potrebbe far pensare diversamente”.

L’utilizzo del Botulino

Oltreoceano va di moda organizzare “Botox Birthday Party” per i trent’anni: “Da noi il fenomeno è meno evidente, per fortuna, ma esiste e va crescendo – afferma il vice-presidente FIME -. La fascia di pazienti che aumenta più in fretta è quella degli under 40, che si regalano degli iniettabili per il viso, in particolare per riempire le “linee degli 11”, ossia i solchi che si formano tra le sopracciglia, le cosiddette rughe glabellari”.

Ringiovanimento con filler più naturali e a lunga durata

Esiste, da qualche anno, una nuova generazione di filler che consente di ottenere risultati naturali e duraturi; alcuni di questi non utilizzano più il BDDE con “agente legante” (cross linker) ma bensì il PEG.

Si inietta in profondità, ripristinando la morfologia del volto, fin dall’impalcatura ossea, che nel tempo tende a rimaneggiarsi e riassorbirsi, con tecniche che hanno un’impronta quasi chirurgica. “I “vecchi” filler venivano iniettati solo nei tessuti più superficiali, come cute e sottocute, mentre oggi, grazie a nuovi studi sull’invecchiamento, si è capito che l’esclusivo aumento di volume superficiale crea solo un “anomalo gonfiore”, concetto ben lontano dal ringiovanimento – afferma Rauso -. Oggi, utilizzando i filler con una corretta reologia e infiltrandoli nel modo corretto (a contatto con le strutture scheletriche del volto), riusciamo a replicare i risultati che, 20 anni fa, si raggiungevano tramite l’inserimento delle protesi facciali”.

Staff Bioskin