Da qualche giorno il mondo del web sta letteralmente impazzendo dietro un’app che cambia invecchia o ringiovanisce il viso delle persone grazie ad un algoritmo: FaceApp. Questa applicazione, scaricabile sia sui dispositivo Android che Apple, sta letteralmente coinvolgendo tutti sul pianeta a partire dai vip.

Un fenomeno, quello di ringiovanire o invecchiare il proprio volto nelle foto, è diventato la moda dell’estate, in particolare fra i vip che, spinti da curiosità o voglia di divertimento, hanno inondato i social mostrandosi vecchi, decrepiti e rugosi. 

Cosa pensa la medicina estetica del fenomeno FaceApp

Un fenomeno, quello di FaceApp, che è strettamente legato all’aspetto esteriore delle persone e dunque anche alla medicina estetica. Di questo argomento ha parlato la Società Scientifica Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico Agorà, la quale ha spiegato come l’approccio dell’app sia un semplice approccio scientifico molto simile a quello adottato dalla medicina estetica nelle valutazioni per prevenire l’invecchiamento rispettando volumi e proporzioni per risultati armoniosi e soprattutto reali.

L’app infatti si basa su modificazioni classiche, come ad esempio nel caso dell’invecchiare si atrofizzano alcune zone come gli zigomi, mentre altre parti del corto perdono di volume come le labbra; I cambiamenti generati da FaceApp sono dunque tutte ipotesi ed essendo un algoritmo l’immagine di output non sarà sempre reale.

Vedersi più giovani o più vecchi può essere divertente ma bisogna sempre tenere a mente che non è un’immagine reale e corretta ma frutto di una distorsione e accentuazione dei nostri dismorfismi.

Professore Alberto Massirone, pioniere di medicina estetica, nonché presidente della Società Scientifica Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico Agorà

Idea comune tra i medici della medicina estetica

Un’analisi condivisa dal dottor Marco Papagni, medico estetico e membro del Centro Complicanze Medicina Estetica- Centro Clinico Agorà, secondo cui l’app può aiutare, ad esempio, a spiegare ai pazienti alcuni concetti alla base dei meccanismi dell’invecchiamento, compito che diventa critico allorquando, in generale, le immagini di output vengono considerate reali, da qui l’importanza della figura del medico estetico come fattore di equilibrio: “L’utilizzo di una tecnologia di questo tipo può essere oltre che divertente anche utile se usata in maniera corretta per spiegare al paziente alcuni concetti cardine della morfodinamica dell’invecchiamento del viso che guidano noi professionisti nella pianificazione di un trattamento” così il dottor Papagni. “Il fattore critico” continua “può manifestarsi quando i pazienti interpretano l’elaborazione dell’algoritmo come qualcosa di reale e raggiungibile e si presentano presso i nostri studi portando quel risultato come l’obiettivo da raggiungere; questa forzatura può spingere oltre i limiti di sicurezza, di armonia e naturalezza del risultato”.

“Anche in questo caso” conclude “compito del vero professionista è di mantenere sempre il controllo della situazione e non perdere mai di vista la giusta direzione, l’etica e quindi la sicurezza del paziente. Oltre al fatto che le procedure estreme non sono spesso compatibili con un risultato naturale esponendo ad un incremento dei rischi di possibili complicanze; purtroppo questa è la tendenza in vera crescita: correzioni e procedure esagerate che, oltre a dare origine a risultati ‘discutibili’ espongono i pazienti a rischi ingiustificati”.